[005] Esercizi

Ah, le città —le mie— che usuali un sogno,
perlucido e insistente, spaesando,
in altre trasfigura e differenti,
che sono quelle eppure non lo sono
algide e ignote eppure conosciute,
familiari ed estranee (trascorro
quelle contrade in ore senza tempo,
impiccato ad un’ansia stupefatta,
mentre mi batte in testa la vertigine
come in un precipizio).

 

Le conosco a memoria eppure in niente
le riconosco mie —le rassomiglio—,
così scevre di affetti e di ricordi,
ad ogni commozione renitenti:
ridotte a un geroglifo, a un labirinto
dietro le cui finestre d’alabastro
(oscure e falbe) affatto inanimato
infinito si estende un paesaggio
senza lemuri o spettri, per il troppo
furore incandescente, abbacinato
dal pieno del solstizio.

 

Ah, le città —le mie—: Parigi, Vienna,
New York, Gerusalemme ed altre
tante come in un lampo al finestrino
di un treno in corsa, viste o immaginate:
piuttosto, dopo tutto, solo perse,
trascese nel delirio ascensionale
di ziggurat d’ardore ed insolenza
di gradone in gradone fino al varco
per la Città Celeste dove tutto
ha avuto, infine, inizio.

 

3 marzo 2022-16 gennaio 2023

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *