Fleurs du Mal, LXXI

Mi travolge la musica sovente
                           come se fosse il mare! Diritto alla mia stella
pallida dentro l’etere di sotto
                           a una volta di bruma dispiego la mia vela;
il petto in fuori coi polmoni gonfi
                           l’uno sull’altro avvolti scalo la china ai flutti
che la notte mi vela. Le passioni
                           tutte sento vibrare di un vascello che soffre;
e la tempesta e le sue convulsioni
                           mi cullano e il buon vento sopra l’immenso abisso
ed altre volte, invece, calma piatta
                           un grande specchio della disperazione mia.

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